Terremoto: Probabilità e Prevenzione

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Terremoto: Probabilità e Prevenzione

 
 
Collegato in diretta televisiva, il Prof. Enzo Boschi - presidente dell'INGV dal 2000 al 2011 - osservando le immagini delle macerie di Ischia, ha subito affermato che il sisma era stato quantomeno sottostimato.

Secondo i primi dati forniti dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, la magnitudo era di 3.6, profondità ipocentrale 10 km ed epicentro a meno di 1km a Ovest, numeri che quattro giorni dopo sono stati smentiti passando a un terremoto di 4.0, con ipocentro a 5 km ed un epicentro a 3km dalla costa Nord.

Errori ritenuti imbarazzanti, per i quali lo stesso Prof. Boschi continua a chiederne una valida spiegazione ormai dal 21 agosto, ma che hanno spinto anche Giuseppe Luogo, professore di Geofisica della Terra Solida all'Università Federico II di Napoli, ha dichiarare che «Passare da Ovest a Nord e da 10km a 5km è un errore che pagheremo nel tempo».

Secondo il geofisico infatti, la storia geologica di un sito è «Una delle informazioni più importanti per uno scienziato - affermando quindi che il terremoto - è avvenuto esattamente dove doveva accadere e dove sono sempre accaduti storicamente».

Chiaramente, quello che più ferisce dopo eventi del genere, è il conto delle vittime, dei dispersi, è veder crollare abitazioni ben sapendo che per i sopravvissuti passerà un tempo infinito prima che la promessa di nuove abitazioni sia esaudita.
Basti pensare alle 700 casette di legno costruite dopo il terremoto in Umbria del '97, ancora oggi per la maggior parte inutilizzate, quando sarebbero potute esser utili per altri sfollati.

Altrettanto, colpisce sapere che oltre alle case, a non reggere sono gli edifici pubblici, scuole ed ospedali che - se va bene - devono essere evacuati, mentre luoghi del genere, dovrebbero garantire l'incolumità delle persone che si trovano all'interno e permettere la continuità delle attività.

Viene da chiedersi quindi, se i controlli e la tanto decantata "messa in sicurezza", siano qualcosa di concreto e fattibile o se a mancare totalmente è l'interesse e la volontà, dato che anche il fondo per la prevenzione del rischio sismico (art.11 della legge n.77 del 24 giugno 2009), è passato da 195 milioni di euro degli anni 2012-2014 ai 145milioni del 2015, per arrivare a 44 milioni del 2016.
 

Terremoto e Probabilità

 
Ad oggi le attività sismiche, non sono prevedibili, ma è anche vero che le zone probabili sono conosciute e ben dettagliate nella Mappa di Pericolosità Sismica compilata fra il 2003 e il 2004 da un gruppo di ricercatori dell'INGV, coordinati dal Prof. Massimiliano Stucchi.
 
Terremoto - Mappa di Pericolosità Sismica
 
Richiesta dalla Commissione Grandi Rischi (CGR) perché fosse di riferimento per la nuova normativa sismica, nonostante revisori internazionali l'avessero considerata la più avanzata d'Europa e benché approvata dal CGR, la mappa fu lasciata in un cassetto fino al terremoto dell'Aquila nel 2009, perché considerata marginale e come fa sapere lo stesso Stucchi «osteggiata da alcune Regioni che temevano invasioni di campo nelle loro competenze».

La mappa non calcola la magnitudo, la data o l'epicentro di un terremoto e non esclude che una zona con indice di pericolosità medio non possa essere colpita da violente scosse, ma indica la probabilità che “un certo valore di scuotimento si verifichi in un dato intervallo di tempo", in altre parole indica le zone dove è naturale aspettarsi scuotimenti più o meno forti.

Si evince che la mappa - con l'elenco di ogni comune aggiornato a marzo 2015 - pur soggetta a imprecisioni, si rivela un valido aiuto sia per le nuove costruzioni, sia per mettere in sicurezza gli edifici già presenti.

Una smentita sembra arrivare dal convegno di Camerino, tenutosi a luglio 2017 e che ha visto riunirsi oltre cento scienziati provenienti da tutto il mondo.
Il Prof. Emanuele Tondi, geologo di Unicam, ha spiegato che c'è la necessità di una nuova mappa, perché «Con l'impostazione di tipo probabilistico, il terremoto è trattato come se si parlasse di temporali: è probabile che ne accada uno dove ieri ce n’è già stato un altro e invece non è così», aggiungendo però con i moderni dati geologici a disposizione «siamo in grado non certo di prevedere quando avverrà un terremoto, ma di dire in quale luogo avverrà in futuro, con che magnitudo massima ed indicare le aree dove è più probabile accada prima di altre».

In conclusione - che sia l'attuale mappa o quella che verrà - i mezzi per la prevenzione ci sono ed è quindi possibile evitare o quantomeno limitare danni e conseguenze, quindi il numero delle vittime, degli sfollati e delle parole successive ad ogni terremoto.
 
 
 
 

Terremoto: Probabilità e Prevenzione ultima modifica: 2017-08-29T10:00:41+00:00 da Giuseppe Logandi
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