Se l’Italia Sovvenzionasse i Carnefici

il Canto delle Balene 120x60 Istituzionale

Se l’Italia Sovvenzionasse i Carnefici

 
 
Il flusso dei migranti verso l'Italia è notevolmente diminuito, stando ai dati forniti dal governo a decorrere dal 1 gennaio 2017 fino al 28 settembre 2017, gli sbarchi sono calati del il 21% se comparato allo stesso periodo del 2016.

La politica sin qui adottata è dunque inattaccabile, se non fosse per il timore che si tratti di un risultato ottenuto "giocando male", ovvero, servivano 3 punti e 3 punti li abbiamo strappati.

Chiaramente per molti questo non sarebbe comunque un problema, la guerra tra poveri è ormai scoppiata da tempo a causa di incapacità e corruzione, una situazione e una coscienza sociale, che se mai dovesse avere una svolta verso una incondizionata convivenza, serviranno generazioni prima che avvenga.

Il punto è però capire come e cosa accade in realtà, cosicché accettare il percorso intrapreso dall'Italia - in ogni modo lasciata sola dall'Europa e dell'ONU - guardandolo sotto l'aspetto etico, ma anche politico ed economico.

Alla Commissione europea è stata presentata la riforma del trattato Schengen, di fatto lasciando i controlli alle frontiere anche dopo l'11 novembre, data entro la quale sarebbe dovuta scadere la sospensione della libera circolazione attualmente in atto, introducendo però un nuovo piano di reinsediamento che prevede l'accoglienza di almeno 50mila rifugiati, andandoli a prendere direttamente nei vari paesi.

Se da una parte vincono quelli che vogliono i muri, dall'altra si tenta di far qualcosa per far calare ulteriormente il traffico di esseri umani, il fatto è che si parla comunque di rifugiati, quindi dei famosi "aventi diritto", ma questi rappresentano un numero esiguo rispetto alla moltitudine di persone che continuerà a muoversi, rifugiati che tra l'altro, almeno a parole, non è mai stata negata l'accoglienza, anche se poi è come questa è stata organizzata a lasciare perplessi.

Con ogni probabilità sui macabri "taxi del Mediterraneo" - come vennero chiamati dal neo-eletto leader del M5S Di Maio, lasciatosi ingannare dal titolo de La Stampa - il nuovo piano della Commissione Ue che terminerà nel 2019, avrà i suoi effetti esattamente come l'attuale lavoro del governo italiano.

Restano e resteranno i "migranti economici", quelli cioè che non fuggono da guerre, ma dalla fame.

Ora chi non sia mai stato in luogo di guerra e non abbia mai sofferto la fame, non può dire cosa sia peggio o cosa sia meglio, certo è che questi continueranno ad affrontare il viaggio per tentare di venire in Europa e i più forti, i più fortunati, arriveranno nei campi di prigionia di paesi come la Libia.

I giovani più forti, più fortunati, saranno trattati come animali da macello, senza alcuna dignità, le donne subiranno violenze e umiliazioni, ma sopravviveranno o almeno ci riusciranno, finché i loro boia avranno interesse a che questo avvenga.

Per molti questo potrà essere accettabile, "mors tua vita mea", un effetto collaterale al pari delle vittime innocenti che ogni esercito miete pur di colpire il nemico, niente che possa richiamare un qualsivoglia principio etico dunque, ma diversamente potrebbe essere se all'etica si accosta il lato economico.
 

L'Italia stringe accordi
con i trafficanti

 
Neanche un mese fa l'Associated Press lanciò pesanti accuse secondo cui l'Italia, insieme al governo di Tripoli sostenuto dalle Nazioni Unite, avrebbe raggiunto un accordo con alcune milizie coinvolte nei traffici, inviando loro denaro perché fermassero le partenze.

Un'accusa nata per il drastico calo di sbarchi registrati ad agosto 2017 rispetto all'anno precedente, ovvero 2936 contro i 21294 del 2016, e sostenuta anche da funzionari della sicurezza e attivisti di Sabrata, nonché da Abdel-Salam Helal Mohammed, direttore generale del dipartimento del ministero dell'Interno libico per la lotta alla migrazione illegale.

La Farnesina negò immediatamente ribattendo decisamente che «il governo italiano non tratta con i trafficanti». Adesso però a dare per certo che l'Italia stia pagando per fermare i flussi migratori ci sono anche Washington Post e il New York Times.

Il Washington Post afferma che l'Italia utilizzerebbe «intermediari come sindaci e leader locali, per negoziare i termini degli accordi con i gruppi armati», innescando un processo di arricchimento e legittimazione di quest'ultimi, aggiungendo come già nel 2015 - si legge nell'articolo - anche l'ENI avesse pagato milizie coinvolte nel contrabbando per proteggere i propri impianti.

In sostanza, secondo i due quotidiani, l'Italia altro non farebbe se non sovvenzionare quelle stesse persone che «ricattano, fanno morire di fame, vendono come schiavi, torturano e violentano i migranti», purché impediscano le partenze. Quindi nulla a che fare con una redenzione dei traghettatori come dichiarato.

Atteggiamento questo, che potrebbe invece favorire l'acquisto di nuove armi e porre le basi per nuove guerre tra opposte fazioni libiche.

Eventualità peraltro, che potrebbero concretizzarsi comunque stiano le cose, così come il rischio di rimanere intrappolati in un gioco al rialzo, in quanto il governo potrebbe trovarsi costretto ad elargire continue e sempre più ingenti somme di denaro, pur di mantenere la situazione allo stato attuale e forse questo, potrebbe far pensare anche quelli ai cui "bastano i 3 punti".
 
 
 
 

Se l’Italia Sovvenzionasse i Carnefici ultima modifica: 2017-09-29T10:00:02+00:00 da Giuseppe Logandi
Condividi...