Rosatellum: legge elettorale, ultimo (r)atto

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Rosatellum: legge elettorale, ultimo (r)atto

 
 
In attesa del voto al Senato, il Rosatellum Bis - che nell'onda dei suffissi pseudo-latini prende nome dal capogruppo dei deputati PD alla Camera Ettore Rosato - sembra trovare l'opposizione anche di Giorgio Napolitano, soprattutto sulla scelta del Governo di imporre la fiducia. Il Senatore a vita ha già fatto sapere che prima del voto in aula esporrà le proprie critiche, facendo così temere uno spostamento di voti che potrebbe precludere il passaggio della legge elettorale.

Tra le incongruenze osservate da MDP, Bersani che attacca Gentiloni, D'Alema che piuttosto di allearsi con Renzi preferirebbe l'apolidia e le reciproche accuse fra Salvini e Grillo, dure critiche sono arrivate anche da Paolo Mieli, che ha definito il Rosatellum «brutto e immorale», perché messo in piedi solo per fermare il Movimento 5 Stelle.

Il passato dell'ex-presidente di RCS Libri, con quel doppiopesismo che si abbattè sul cerchiobottismo, fanno della sua, una voce con la quale si può essere in disaccordo, ma riconoscendole il merito di aver sempre criticato trasversalmente la politica italiana e in tempi non sospetti, i 5 Stelle sono stati più volte "rimproverati" da Mieli.

Se quindi avesse ragione, le probabilità che tutto possa trasformarsi in un boomerang, tutto considerato non sono del tutto inesistenti, ma secondo un'elaborazione del Corriere della Sera - basata su sondaggi effettuati da Ipsos negli ultimi 15 mesi - a trarre vantaggio dal Rosatellum sarebbe invece il M5S, che si troverebbe ad essere il primo partito alla Camera in virtù dei 108 seggi, più i 70 guadagnati dal maggioritario.
 
Rosatellum
 
L'elaborato del Corriere della Sera si è concentrato su interviste dell'ultimo anno, in cui si chiedevano le intenzioni di voto su base proporzionale e non con sistema maggioritario uninominale e già questo, potrebbe rendere fallace la simulazione, così come l'attuale incognita su eventuali alleanze sia a livello locale che nazionale e non meno incidente, il fatto che i collegi elettorali non sono ancora stati disegnati.

Altri numeri lasciano perplessi e sono quelli sul PD, quando insieme ad Alternativa Popolare nel Rosatellum prende 174 seggi e nell'Italicum Corretto - dove Alfano manca perché non ha mai superato lo sbarramento del 4% - di seggi ne guadagna quattro. Certo, fare ironia su questo particolare è fin troppo facile, ma a meno che non prenda forma l'apocalittica alleanza Berlusconi-Renzi, quello che conferma una simulazione che come tale deve esser considerata, è il probabilissimo stato di ingovernabilità in cui si troverà il prossimo Parlamento, ad unico svantaggio degli italiani.

Il sospetto è, che più di qualcosa scricchioli in questa riforma voluta da PD-Fi-Lega-Ap, a partire dal ritorno delle mussoliniane "liste di disturbo", le civette in auge già negli anni 90 e sgradite al Mattarellum, che sotto forma per lo più di liste civiche, sottraggono voti all'opposizione per impolpare il malloppo dello schieramento di riferimento.
Secondo il testo infatti, con lo sbarramento ridotto al 3%, i voti dei partiti che superano l'1%, ma non la soglia, saranno assegnati alla coalizione a loro collegata.

La nuova legge elettorale prevede che i 630 seggi della Camera siano così ripartiti: 386 assegnati con il proporzionale in collegi plurinominali. Ogni partito o coalizione presenta una lista bloccata da 2 a 4 candidati ed in base ai voti, verrà ricavato il numero degli eletti. 231 sono assegnati con sistema maggioritario in collegi uninominali, ogni partito o coalizione presenta un solo candidato che potrà spuntarla sugli avversari anche per un solo voto di scarto. 12 sono quelli della "circoscrizione estero" con metodo proporzionale e l'ultimo restante per la Val D'Aosta con collegio uninominale.

Con una politica del "qualcosa è meglio di niente" e mai preparata a creare leggi o riforme che poi non finiscano fra le "meno peggio" di altre, è evidente che il Rosatellum espone gli elettori al rischio di alleanze fasulle e non pochi, osservano come disattenda ciò che la Corte Costituzionale ha chiesto al Parlamento, bocciando le precedenti leggi elettorali ed inoltre, togliendo potere di scelta ai ai cittadini nell'eleggere i propri rappresentanti.

Il voto non potrà essere disgiunto e questo significa non poter apporre il segno su un candidato nel collegio uninominale e su un partito a lui estraneo nella parte proporzionale, dunque sarà un abbinamento obbligato in contrasto con la ben nota tendenza all'uninominale, di mettere la croce sul volto maggiormente conosciuto. Candidati che secondo il Fatto Quotidiano, altri non saranno se non quelli voluti «dai capi dei principali partiti […] assegnando il seggio ai propri fedelissimi ed espropriando gli elettori della possibilità di scegliersi i propri rappresentanti»

Il problema è che il Rosatellum Bis, oltre ad essere stato approvato senza confronto fra forze politiche, per la metà contrarie, paventa quanto meno il surgelamento della situazione attuale, quindi per dirla con le parole di Hannah Arendt, non sembra indicar la strada per uscire dai tempi bui e osservando la politiche non solo italiane, altre considerazioni della filosofa tedesca tornano alla mente e sono quelle che - con le dovute(?) differenze - analizzano il totalitarismo, da lei definito come un fenomeno «essenzialmente diverso da altre forme conosciute di oppressione politica come il dispotismo, la tirannide e la dittatura. Dovunque é giunto al potere, esso ha creato istituzioni assolutamente nuove e distrutto tutte le tradizioni sociali, giuridiche e politiche del paese. A prescindere dalla specifica matrice nazionale e dalla particolare fonte ideologica, ha trasformato le classi in masse, sostituito il sistema dei partiti non con la dittatura del partito unico ma con un movimento di massa, trasferito il centro del potere dall'esercito alla polizia e perseguito una politica estera apertamente diretta al dominio del mondo».
 
 
 
 

Rosatellum: legge elettorale, ultimo (r)atto ultima modifica: 2017-10-15T10:39:50+00:00 da Libero Alearno
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