Raif Badawi, interessi e diritti umani

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Raif Badawi, interessi e diritti umani

 
 
Sono appena passati cinque anni dal giorno in cui Raif Badawi, fu arrestato per "aver insultato l'Islam".

Fondatore del sito Free Saudi Liberals, già nel 2008 Badawi fu condannato per apostasia, per poi esser arrestato nel 2012 e punito con 7 anni di prigionia e 700 frustate; una pena che due anni più tardi, anziché esser cancellata per violazione del diritto di espressione, si è fatta ancora più rigida: 10 anni di carcere, 1000 frustate e quasi 300mila euro di multa.

Tutto questo accade in Arabia Saudita, il paese che all'indomani degli attacchi al Charlie Hebdo di Parigi, ebbe a condannarli duramente, definendoli «atti terroristici codardi», prendendone le distanze in quanto «incompatibili con l'Islam».

Dal suo blog, Raif Badawi affrontava temi come il laicismo dello Stato, che ha ben pensare non esiste neppure in Italia, basti riflettere sulle festività, sulla poligamia, sul pensiero comune e su quanto il Cattolicesimo - piaccia oppure no - sia una particolarmente presente nella tradizione come nella storia artistica e culturale del paese.

Resta il fatto che ad oggi, nessuno in occidente è condannato per rivendicare la distanza tra religione e diritto, base fondamentale per preservare la libertà di una popolazione, mentre già nel 2010, Raif Badawi manifestava preoccupazioni meditando sul ruolo religioso, affermando che «Appena un pensatore inizia a rivelare le sue idee, troverete centinaia di fatwā che lo accuseranno di essere un infedele, proprio perché ha avuto il coraggio di discutere di temi sacri»

Raif Badawi non condanna l'Islam, ma gli «Stati basati sull'ideologia religiosa» e pur lontano dal sostenere l'occupazione israeliana, nel novembre dello stesso anno, esprimeva le proprie distanze da Hamas, perché «allo stesso tempo non voglio sostituire Israele con uno stato religioso», per poi concludere ricordando quanto successo all'Europa:

"Guarda cosa era successo, dopo che i popoli europei riuscirono a rimuovere il clero dalla vita pubblica e limitarli alle loro chiese. Costruiscono esseri umani, la creatività e la ribellione. Gli Stati basati sulla religione confinano il loro popolo nel cerchio della fede e della paura"

Un Europa che come gli Stati Uniti, stringe accordi da milioni di euro con l'Arabia Saudita, un sistema che in nome degli interessi economici non si tira indietro davanti a tiranni e sistemi di governo che violano continuamente i diritti e le altrui libertà, proprio come accade oggi con l'Egitto.

Un Europa che a Badawi, riserva però il Premio Sacharov, istituito dal Parlamento Europeo nel 1988 e dedicato a coloro che s'impegnano o hanno dato la loro vita, proprio in nome della libertà e del rispetto dei diritti umani e questo appena due anni fa, mentre per il blogger, la condanna non terminerà neppure quando avrà scontato gli anni di prigionia.

Nel giorno della scarcerazione infatti, scatterà il divieto di utilizzare qualunque mezzo elettronico visivo o per scrivere per altri dieci anni, periodo durante il quale non potrà neanche viaggiare e questo, per lui significa dover attendere ancora due lustri, prima di poter riabbracciare la moglie Haidar e i figli, in Canada dal 2013 per aver ottenuto asilo politico.
 
Raif Badawi - Haidar
 
Haidar, che continua a chiederne la liberazione, ma i suoi appelli stridono con la realtà che vuole l'Arabia Saudita e gli alleati, impegnati in guerre nel Golfo che già hanno messo in ginocchio lo Yemen, azioni condannate dalla comunità internazionale, ma che hanno visto impiegate armi provenienti dall'Italia, dagli Stati Uniti e da adesso anche dalla Gran Bretagna, mentre Trump, accusa il Qatar di finanziare il terrorismo.
 
 
 
 

Raif Badawi, interessi e diritti umani ultima modifica: 2017-08-25T09:52:44+00:00 da Gemma Sartoni
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