Cristoforo Colombo, eroe o un tiranno?

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Cristoforo Colombo, eroe o un tiranno?

 
 
Negli Stati Uniti si è deciso di cancellare la storia o meglio, di togliere l'onore del tributo a personaggi fin ora considerati degni di memoria, rimuovendo statue e monumenti da molti considerati simbolo di passati orrori.

Il primo a farne le spese è stato il generale Lee, comandante dell'esercito sudista durante la guerra di secessione e benché la sua figura sia stata di recente rivalutata da alcuni storici, il sindaco di Charlotteville ha deciso per l'abbattimento della statua a lui dedicata, innescando polemiche e scontri fra chi ne chiedeva la rimozione ed esponenti del Ku Klux Klan e di estrema destra.

Da qui, è partita la caccia ad ogni monumento legato all'epoca del colonialismo, della schiavitù e come era ovvio prevedere, a New York è stata la volta di Cristoforo Colombo, prima decapitando il busto collocato all'interno del parco di Yonkers e poi deturpandone il monumento nel Queens.

Prevedibile perché già da anni il Columbus Day, è occasione per organizzare manifestazioni di protesta, tant'è vero, che Los Angeles e San Francisco hanno cancellato la festa e sulle loro orme sembra sia anche il sindaco newyorkese Di Blasio.

Le statue fin ora rimosse per la verità, sono quelle fatte negli anni 50/60 e poste come un chiaro messaggio rivolto ai movimenti che combattevano per i diritti civili degli afroamericani, quindi una storia ben lontana da quella che può aver dato motivo di erigere monumenti a Colombo, oggi finiti preda di azioni che molti hanno già paragonato a quelle commesse dagli uomini dell'Isis, quando distrussero la cosiddetta "porta di Dio" assira di Mosul o ancora le statue romane rinvenute nel sito archeologico di Dura Europos.

Il problema, è che tutto gira intorno alla vecchia teoria della relatività e anche la storia non fa eccezione, quindi se in terra di santi, poeti e navigatori, Cristoforo Colombo è un eroe, per altri è stato la scintilla che ha dato vita al processo di colonizzazione del nuovo mondo e uno schiavista, quindi tutt'altro che un uomo da celebrare con targhe o monumenti.
 
Cristoforo Colombo Statua Decapitata
 
Forti anche della bolla Dum Diversas del 1452 con la quale papa Niccolò V autorizzava a soggiogare indigeni e pagani, gli europei principiarono a schiavizzare i nativi americani, ma dato che questi non risultavano sufficientemente forti, iniziarono a barattare anche prigionieri con alcuni paesi nordafricani, uomini fisicamente ben più adatti a sostenere la fatica e dunque idonei per andare a lavorare nelle colonie americane.

Fu l'inizio di quella che sarà la più imponente deportazione che la storia ricordi, qualcosa come 11 milioni di africani approderà nel Nuovo Mondo, un numero talmente elevato che andrà persino a costituire un problema per gli stessi schiavisti, che in più situazioni saranno costretti ad esaudire le richieste dei prigionieri, pur di riuscire a placare l'ira dei ribelli.

E' storicamente evidente che Cristoforo Colombo ha poco a che fare con quello che è riconosciuto come "l'olocausto nero" e altrettanto evidente, è che non può esser considerato causa di un massacro che durerà secoli, solo per aver gettato l'ancora nei pressi di Guanahanì, l'odierna San Salvador.
 

Il Processo a
Cristoforo Colombo

 
Diverso, se si prende in esame il suo ruolo a Santo Domingo, perché a confermare quanto già era noto, ma forse solo difficile da accettare per alcuni, è stato il rinvenimento dei manoscritti che risposero ai tanti perché sulla destituzione di Colombo da governatore dell'isola.

Risalente ormai a più di dieci anni fa e avvenuta per merito dell'archivista Isabel Aguirre, la scoperta ha portato alla luce un Cristoforo Colombo ben lontano dall'immagine di un eroe.

Arrestato insieme al fratello Diego da Francisco de Bobadilla, inviato dal sovrano spagnolo a seguito di una rivolta, viene processato nella fortezza di Santo Domingo e l'intero dibattimento, con tanto di testimonianze è appunto raccolto nei documenti ritrovati negli archivi di Simanacas, nei pressi di Valladolid.

Quello che ne esce è un Cristoforo Colombo estremamente crudele, che governava uccidendo gli oppositori, che teneva alla fame i suoi sottoposti, che non permetteva agli indigeni di essere battezzati per servirsene come schiavi e come tali, venduti e torturati.

Documenti che raccontano di una tirannia assoluta, di un uomo avido, che si fa mandante dell'omicidio di Miguel Muliart, colpevole di aver tradotto dal francese, la lettera che un frate voleva fosse inviata ai regnanti di Spagna, perché venissero a conoscenza delle brutalità compiute da Cristoforo Colombo.

Consuelo Varela, la storica che ebbe modo di studiare i manoscritti, raccolse nel libro "La caduta di Colombo" quanto accaduto in quegli anni, episodi di violenza e di ingiustizie, che la stessa Varela al tempo esemplificò riportando la storia di «un giovane indigeno che fu scoperto a rubare grano e gli furono tagliate orecchie e naso, poi incatenato e diventato schiavo».

Tornando quindi ai fatti che vedono le statue di Colombo al centro di polemiche, sicuramente sono da biasimare i modi, con cui sono state "esposte" le idee, ma quest'ultime non sono prive di ragione o fondate sul nulla.

Tutto può essere messo in discussione e quindi scegliere se mantenere statue, altari o targhe, dando loro un valore prettamente storico o se vederli come un giusto tributo al personaggio.
In fondo, l'Italia è piena di strade e piazze dedicate a passati dittatori e in tutto il mondo sono conservati edifici, monumenti e architetture che hanno celebrato massacri, costruite da schiavi o per gli schiavi.
 
 
 
 

Cristoforo Colombo, eroe o un tiranno? ultima modifica: 2017-09-04T10:00:07+00:00 da Libero Alearno
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